Tribunale di Roma: Wikimedia non è responsabile di diffamazione

Il Tribunale di Roma – I Sez. Civile, sentenza 9 luglio 2014, n. 4986 – ha rigettato la domanda proposta contro Wikimedia Foundation, accusata di aver diffamato e leso l’onore dei ricorrenti, delle cui vicende giudiziarie veniva riportata notizia in alcune voci di Wikipedia.

La pronuncia è interessante sotto il profilo della motivazione prospettata dal giudice, alla cui lettura integrale si rinvia per il corretto approfondimento.

Quivi si possono evidenziare alcuni passaggi rilevanti.

II giudice esclude che Wikimedia, nella gestione di Wikipedia, svolga funzioni diverse da quelle di hosting provider e, in particolare, che non è a tali attività applicabile la disciplina dei reati a mezzo stampa, richiamando un proprio precedente (il c.d. Caso Previti). Precisa che sanzionare l’omesso controllo sull’enorme quantità di dati immessi postulerebbe una responsabilità oggettiva, che non è prevista da alcuna norma positiva.

A tal proposito, richiama la disciplina del D. Lgs. 9 aprile 2003, n. 70 (Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico), il quale esenta da responsabilità l’hosting provider a determinate condizioni: ritiene il Tribunale che tale Decreto contenga i principi regolatori della libera circolazione dei servizi della società dell’informazione, alla stregua dei quali orientare le forme di responsabilità civile eventualmente rilevabili. Nello specifico viene chiarito che Wikimedia, nel momento in cui, a seguito di segnalazione, interviene sul contenuto illecito, per ciò solo non si converte da hosting provider (esente da responsabilità) in content provider (responsabile dei contenuti): tale intervento, infatti, mira solo ad escludere la responsabilità eventuale di Wikimedia, non la trasforma in un gestore del contenuto.

Invero, il giudice asserisce che la normativa europea ha inteso sollevare il provider da forme di controllo e conseguente responsabilità, non solo perché difficilmente realizzabili tecnicamente, ma anche perché ostacolerebbero “lo sviluppo della rete”. Considerazione senz’altro meritevole di apprezzamento.

Parimenti, il Tribunale capitolino esclude una responsabilità ai sensi dell’articolo 2050 c.c., sulla base della presenza di un “Disclaimer generale”, col quale Wikimedia “prende le distanze” dagli eventuali contenuti lesivi. Allo stesso modo e per le medesime ragioni di salvaguardia della “libertà dei contenuti e della rete”, ha escluso una responsabilità omissiva di Wikimedia, per mancato controllo sui contenuti.

Peraltro, il giudice, ben conscio del funzionamento di Wikipedia, “ammonisce” i ricorrenti, facendo presente che avrebbero potuto loro stessi modificare i contenuti ritenuti lesivi o chiederne la rimozione, prima di adire l’Autorità Giudiziaria, proprio in virtù del carattere libero e dinamico dell’enciclopedia citata.

La pronuncia è, in sostanza, di rilievo e adeguatamente consapevole della nuova struttura dei contenuti digitali dinamici, andando a costituire un importante precedente in una materia spesso esposta ai pericoli della censura.