Processo Civile Telematico: Trib. Milano ritiene irrilevante il limite delle ore 14 per il deposito

Con un’interessante pronuncia (Trib. Milano, S. IX, sent. 19 febbraio 2014/3 marzo 2014, n. 3115), il Foro Ambrosiano ha espresso una peculiare linea interpretativa, in relazione alla necessità o meno che il deposito telematico di un atto debba avvenire entro le ore 14.00 dell’ultimo giorno utile.

Invero, l’articolo 13, comma 2, del Decreto Ministeriale 21.2.2011, n. 44 (Regole Tecniche del PCT), statuisce che i documenti informatici (recanti gli atti processuali) si intendono ricevuti dal dominio giustizia nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (cd. RAC) da parte del gestore di posta certificata del Ministero. Ai sensi del successivo comma 3, detta ricevuta attesta l’avvenuto deposito dell’atto, specificandosi che, ove rilasciata dopo le ore 14, il deposito si considera effettuato il giorno feriale immediatamente successivo.  Detta norma individua, dunque, il limite orario del deposito.

Il Giudice Milanese ha, tuttavia, ritenuto tale previsione cedevole, poiché norma di rango secondario, rispetto al disposto dell’articolo 16bis, comma 7, del Decreto Legge 18.10.2012, n. 179, il quale ultimo si limita a precisare che il deposito si ha per avvenuto nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna, senza porre limiti orari.

La tesi non è, tuttavia, con certezza condivisibile a rigor di legge, seppur lo sia come invito al legislatore a riflettere sul termine delle ore 14.00, privo di senso nel mondo delle trasmissioni informatiche e foriero di complicazioni.

Infatti, l’articolo 16bis, comma 1, fa salvo il “rispetto della normativa anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici”: è fuor di dubbio che il DM 44 del 2011 faccia parte della suddetta normativa regolamentare, costituendo, pertanto, la necessaria fonte di integrazione delle disposizioni di legge primarie. Rappresenta, peraltro, principio generale dell’ordinamento la coordinazione tra norme primarie e secondarie, le quali ultime non possono essere ignorate e disapplicate, se non in caso di evidente contrasto con la fonte ad esse superiore: contrasto tutt’altro che pacifico nel presente caso, seppur argomentabile.

Argomentabile, probabilmente, sulla scorta dell’eguaglianza di trattamento tra parti processuali. Nel caso di specie affrontato dalla sentenza, il deposito telematico è avvenuto alle ore 14.27: si potrebbe affermare che ritenerlo intempestivo in ragione di una norma regolamentare secondaria significherebbe depauperare la parte “telematica” di dieci ore per compiere validamente il deposito, rispetto alla parte “analogica” che, in teoria, potrebbe depositare sino alla mezzanotte (ammesso di trovare la cancelleria aperta oltre l’orario di ufficio). Qui sta il nodo della questione. Paradossalmente, applicando invece il ragionamento della pronuncia milanese, ritenere tempestivo il deposito telematico oltre le ore 14.00 significherebbe compiere un’altra disparità di trattamento, stavolta a sfavore della parte “analogica”, che potrebbe depositare al massimo entro l’orario di chiusura della cancelleria (di norma tra le 13 e le 14), depauperata anch’essa di dieci ore.

In entrambi i casi, dunque, si pone un problema. Escludendo l’ipotesi iperbolica sopra esposta, per cui sarebbe possibile depositare sino alla mezzanotte dell’ultimo giorno utile, è pur vero che l’orario di ufficio di molte cancellerie corrisponde alle 12 o alle 13: ergo, l’avvocato telematico avrebbe comunque un’ora in più per depositare ed un’ora è sufficiente ad integrare una disparità di trattamento rispetto al difensore analogico.

Tale paradosso evidenzia per l’ennesima volta l’errore di applicare a procedimenti e strutture telematiche le regole originariamente pensate per le modalità analogiche, piuttosto che impostare l’intera disciplina normativa come “nativamente” adatta all’uso dell’informatica giuridica.

Il colega Nicola Gargano ha pubblicato un commento in merito e segnalo che anche il Collega Stefano Bogini ha espresso in un commento dubbi sulla pronuncia in esame, di cui riporto l’estratto che qui interessa:

“I termini per il deposito della comparsa conclusionale e della memoria di replica sono, per espressa previsione dell’art. 190 c.p.c, perentori e che quanto al loro computo e alla relativa scadenza deve trovare applicazione la disciplina generale di cui all’art. 155 c.p.c. secondo cui la scadenza del termine a giorni coincide con lo spirare dell’ultimo giorno utile che, nel caso di specie, era il 20.1.2014.

Deve poi considerarsi che parte attrice ha provveduto al deposito della comparsa conclusionale per via telematica, modalità che per la parte attualmente costituisce una facoltà, destinata a breve verosimilmente a diventare obbligatoria, avendo l’art. 16bis della legge 221/2012 di conversione del DL 179/2012, introdotto dalla legge 228/2012 in vigore dal 1.1.2013 espressamente previsto che “a decorrere dal 30.6.2014 nei procedimenti civili contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al Tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite ha luogo esclusivamente con modalità telematiche”.

Tale norma di legge al comma 7 recita poi “Il deposito di cui ai commi da 1 a 4 (cioè il deposito per via telematica degli atti e dei documenti) si ha per avvenuto nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna dal gestore di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia”.

La norma, quindi, distingue tra il momento in cui l’atto si ritiene depositato per il depositante e il momento in cui viene poi effettivamente ricevuto dall’Ufficio Giudiziario per il tramite dell’accettazione della c.d. “busta” da parte dell’operatore di cancelleria in tal modo preservando il depositante dalle esigenze e tempistiche organizzative dell’Ufficio Giudiziario ricevente, in linea peraltro con consolidati principi giurisprudenziali poi recepiti dal legislatore ad esempio in materia di notificazione degli atti giudiziari.

Tale norma primaria, infine, non prevede alcun riferimento orario in relazione al momento in cui viene rilasciata la ricevuta di avvenuta consegna, c.d RAC, riferimento che risulta invece presente nell’art. 13 comma 3 del DM 21 febbraio 2011 n. 44, come modificato dal DM 15 ottobre 20 12 n. 209, secondo cui “quando la ricevuta è rilasciata dopo le ore 14 il deposito si considera effettuato il giorno feriale immediatamente successivo”.

Ritiene il Collegio che la norma di legge di cui all’art. 16bis comma 7 debba ritenersi in ogni caso prevalente rispetto alla norma tecnica regolamentare perché è una fonte primaria rispetto a quella tecnica che ha natura secondaria, è in ogni caso temporalmente successiva a quella regolamentare che prevede un limite temporale non autorizzato né previsto da una fonte primaria ed in contrasto con la norma codicistica di carattere generale sopra richiamata che in nessun caso può ritenersi possa essere superata in forza di una norma avente rango inferiore.

Ed, infine, la previsione di un limite orario in relazione alla generazione della ricevuta di avvenuta consegna rispetto ad un termine da computarsi a giorni appare anche poco compatibile con la ratio stessa del sistema di deposito telematico degli atti e con i vantaggi che dal sistema stesso dovrebbero derivarne in termini di efficienza e miglior organizzazione del lavoro da parte di tutti gli “utenti” del sistema giustizia.

Applicando, quindi, le argomentazioni generali sopra esposte al caso di specie, deve ritenersi che la comparsa conclusionale di parte attrice sia stata tempestivamente depositata.

Risulta, infatti, che l’atto sia stato inoltrato dal difensore di parte attrice in data 20.1.2014 ore 14.27 (vedi estratto del sistema consolle dell’avvocato allegato alla memoria di replica) e che in data 20.1.2014 ore 17.39 il sistema dell’ufficio giudiziario ricevente aveva già ricevuto la c.d. busta (vedi estratto del sistema SICID certificato dalla cancelleria).

Ciò significa che sicuramente il gestore di posta certificata del Ministero della Giustizia aveva generato per parte depositante la ricevuta di avvenuta consegna dell’atto, sufficiente a ritenere per lo stesso ritualmente eseguito il deposito, ancorchè poi la busta sia stata accettata dalla cancelleria in data 21.1.2014 ore 9.24, come risulta dallo stesso estratto sicid e dalla visura storica del fascicolo.”