L’insostenibile vuoto del Registro PPAA

È noto, ormai da tempo, che gli ultimi anni hanno visto una forte spinta alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione – a partire, in particolare, dal 2012.

È altrettanto noto che il 2016 ha conosciuto una novella del Codice dell’Amministrazione Digitale, dedicata soprattutto all’adeguamento di tale normativa al Regolamento dell’Unione Europea (c.d. eIDAS) n. 910/2014, che avrebbe dovuto costituire il punto d’approdo del passaggio al digital first da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Sia per ragioni culturali, sia per ragioni economiche, sia per questioni organizzative, l’esperienza insegna che tale processo trasformativo è ancora in corso ed è ben lungi dal realizzarsi, spesso e volentieri non solo a causa dei pubblici dipendenti stessi.

Tra i vari obiettivi dell’Agenda Digitale italiana, risale al 2012 quello di rendere fruibile un indirizzario unico delle PEC, appartenenti a ciascuna Amministrazione, finalizzato esclusivamente alle notificazioni di atti giudiziari.

Infatti, l’articolo 16 del Decreto Legge 18.10.2012, n. 179, prevede – al comma 12 – che “Al fine di favorire le comunicazioni e notificazioni per via telematica alle pubbliche amministrazioni, le amministrazioni pubbliche […] comunicano al Ministero della giustizia […] entro il 30 novembre 2014 l’indirizzo di posta elettronica certificata […] a cui ricevere le comunicazioni e notificazioni. L’elenco formato dal Ministero della giustizia è consultabile esclusivamente dagli uffici giudiziari, dagli uffici notificazioni, esecuzioni e protesti, e dagli avvocati”.

Continua su Docpaperless.