La Cassazione ammette il deposito telematico degli atti introduttivi

Con sentenza n. 9772 del 15 aprile 2016, la Corte di Cassazione ha espresso d’ufficio il seguente principio di diritto, ai sensi dell’articolo 363, co. 3, del Codice di Procedura Civile, ritenendo la questione di massima importanza:

«In tema di processo civile telematico, nei procedimenti contenziosi iniziati dinanzi ai tribunali dal 30 giugno 2014, nella disciplina dell’art. 16-bis del decreto-legge n. 179 del 2012, inserito dall’art. l, coma 19, numero 2), della legge n. 228 del 2012, anteriormente alle modifiche apportate dal decreto-legge n. 83 del 2015 (che, con l’art. 19, comma 1, lettera a, n. 1), vi ha aggiunto il comma 1-bis), il deposito per via telematica, anziché con modalità cartacee, dell’atto introduttivo del giudizio, ivi compreso l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, non dà luogo ad una nullità della costituzione dell’attore, ma ad una mera irregolarità, sicché ogniqualvolta l’atto sia stato inserito nei registri informatizzati dell’ufficio giudiziario previa generazione della ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica Corte di Cassazione – copia non ufficiale certificata del Ministero della giustizia, deve ritenersi integrato il raggiungimento della scopo della presa di contatto tra la parte e l’ufficio giudiziario e della messa a disposizione delle altre parti».Cassazione

Omettendo per una volta la modestia, si esprime soddisfazione per il recepimento da parte della Suprema Corte di un principio già espresso dal sottoscritto e dal Collega Avv. Maurizio Reale nel 2014, allorquando vi furono pronunce contrastanti in merito.

La pronuncia – che cita integralmente diversi passaggi degli articoli citati – dimostra ancora una volta come l’attenzione e l’approccio dello Studio alle tematiche del Processo Digitale risulti spesso premiante.